LA COLLEZIONE PALMIERI
clicca su per vedere tutta la Collezione
La Collezione Palmieri, composta in origine da sessantotto dipinti su
tela e piuttosto che per la qualità risulta importante per essere l’unica
collezione pubblica esistente in tutto il Salento. Per metà composta da tele di
discreta fattura di ambito napoletano tra Sei e Settecento, e per il resto
formata da opere devozionali e da copie e repliche di dipinti famosi.
La collezione si era formata con il ritorno a Lecce dei Gesuiti a cui era
stata affidata nel 1832 la direzione del Real Collegio di San Giuseppe,
istituito dai francesi nel 1807 in questo convento dopo la soppressione degli
ordini religiosi (solo nel 1861 sarà intitolato a Giuseppe Palmieri).
Nel 1872 per ampliare la piazzetta antistante il Collegio vengono demolite sei
cappelle della chiesa e i dipinti in essa contenuti vanno ad arricchire la
collezione.
Un altro gruppo di dipinti vi confluisce dopo il 1964, quando la chiesa viene
definitivamente chiusa al pubblico.
Si tratta perciò di una collezione dove alle committenze di francescani e
gesuiti si aggiungono, probabilmente donate dalle famiglie dei convittori,
dipinti con scene di battaglie e di paesaggi.
Sono stati passati in rassegna solo alcuni dei dipinti quali: scene di
battaglie di Francesco Graziani detto Ciccio Napoletano, la splendida tela del
pittore napoletano Agostino Beltrano con l’”Annuncio a Gioacchino”, lo
“Sposalizio Mistico di Santa Caterina” di Giuseppe Simonelli, la tela firmata
dal conterraneo Antonio Verrio con “San Francesco Saverio che appare al Beato
Mastrilli”, “Sant’Anna e la Madonna Bambina” dell’altro nostro conterraneo
Oronzo Tiso, “Sant’Andrea” del napoletano Francesco De Mura, per terminare l’
analisi iconografica e iconologica con la grande pala d’altare del pittore
fiammingo Wenzel Cobergher “San Silvestro Papa tra i SS. Vescovi Giuliano e
Basilio”.
In un clima di attenta partecipazione e di manifesto interesse si è conclusa
questa nuova e stimolante avventura nel mondo poco esplorato della cultura
figurativa del territorio, al quale i soci del Circolo si sentono di
appartenere.
prof. P. Grasso



